La chiesa di San Lorenzo alle Rose è situata nel comune di Impruneta.

Presenta una semplice facciata a capanna preceduta da un portico su colonne toscane

L’interno, ad unica navata è a pianta rettangolare, appare nella veste datole dopo i restauri del XVI secolo. In quell’occasione furono realizzate aggiunte e rifacimenti, infatti sono stati innalzati gli altari laterali e un altare in pietra ha sostituito quello in legno.

Dietro l’altare maggiore è custodita una Annunciazione attribuita al Maestro di Serumido, artista fiorentino del primo cinquecento.

Sull’altare laterale di destra è posto un dipinto raffigurante San Nicola di Bari, opera di Andrea Boscoli nel 1596. Su quello di sinistra è custodita una tela attribuita a Francesco Curradi, rappresentante i Santi Domenico e Caterina, aperta al centro e in cui era posta la Madonna col Bambino di Taddeo Gaddi, che in seguito è stata poi collocata nella cappella laterale a sinistra del presbiterio.

PARROCCHIA SAN LORENZO ALLE ROSE

ORARIO delle MESSE 2021

Chiesa di san LORENZO ALLE ROSE, vicolo delle Rose, 3

DOMENICA ore 10

Chiesa di san MINIATO A QUINTOLE, via Quintole per le Rose N.61

SABATO ore 17

Per informazioni – don Raffaele cellulare: 339 8802 881 mail: rafpalmi@tin.it

NOTIZIE TRATTE DA: “Oltre i confini del santuario – Le frazioni del Comune di Impruneta, itinerario storico artistico”, Florence Art Edizioni

SAN LORENZO ALLE ROSE

La chiesa intitolata al martire Lorenzo, che domina la collina delle Rose, era in antico patronato della famiglia dei Da Castiglione e fu da loro ceduta nel 1120 al Monastero di Camaldoli.

Solo all’esterno l’edificio mostra ancora i caratteri trecenteschi, con il tetto a capanna e il paramento murario caratterizzato da un portico poggiante su due colonne in pietra. Il portale con timpano arrotondato reca la data 1757.

L’interno tardo cinquecentesco a semplice pianta rettangolare è definito da membrature architettoniche grigie accostate all’intonaco bianco. Le due cappelle ai lati del presbiterio furono aggiunte nel rifacimento successivo alla Seconda Guerra mondiale, per arginare i danni causati dall’evento bellico.

L’altare destro è costituito da una mostra in pietra con lesene scanalate e timpano triangolare, spezzato dal monogramma cristologico. Al centro è la tela raffigurante Il miracolo di San Nicola, opera documentata di Andrea Boscoli, che colpisce per i colori vivi e per la stesura pittorica macchiata di gusto prebarocco. Come riporta l’iscrizione incisa sotto il timpano dell’altare, l’opera fu commissionata nel 1596 da Niccolò Baruffi, discendente della famiglia del Baruffa, originaria del vicino borgo.

L’altare della parete sinistra, di analoga fattura, presenta una tela con i Santi Domenico, Caterina e angeli, ascrivibile all’ambito di Francesco Curradi (1570-1661) che in origine riquadrava la tavola trecentesca di Taddeo Gaddi, raffigurante la Madonna col Figlio, poi separate e oggi visibile nella cappella laterale sinistra. Sopra l’altare maggiore è collocata la tavola con l’Annunciazione fra i Santi Giovanni Battista e Lorenzo, riferibile al cosiddetto Maestro di Ser Umido, che prende il nome dal dipinto della chiesa fiorentina di San Pier Gattolini.

LA MADONNA DELLE ROSE

Questa preziosa tavola custodita nella parrocchia delle Rose colpisce per il buono stato di conservazione e per la qualità della pittura dai caratteri gotici che si staglia sulla lucentezza del fondo oro. Testimonia l’importanza della chiesa di San Lorenzo e del suo popolo in epoca medievale, quando nel contado fiorentino era fortemente sentita la devozione mariana.

L’opera venne presentata al pubblico in occasione della mostra di Firenze Sacra del 1933 e poi alla mostra giottesca del 1937. Già riferita alla bottega di Giotto, è stata poi riconosciuta come una delle maggiori opere di Taddeo Gaddi, collocabile intorno alla metà del XIV secolo.

Taddeo Gaddi, (1320-1366), discepolo di Giotto, rimase nella sua bottega per ventiquattro anni e lavorò su tavola e in fresco per le più importanti chiese fiorentine. La Madonna delle Rose doveva probabilmente costituire lo scomparto centrale di un polittico che decorava in origine l’altare della chiesa, commissionato forse dai Rossi, o dal Monastero di San Salvatore di Camaldoli, a quel tempo patroni della parrocchia. L’esigenza di conservare questo dipinto per la sua importanza storica e per i suoi poteri miracolosi, spinse i patroni e la popolazione a custodirlo gelosamente, realizzando nella prima metà del Seicento una riquadratura con San Domenico, Santa Caterina e angeli, riferibile all’ambito di Francesco Curradi, tolta in occasione del restauro e tuttora visibile all’altare sinistro della chiesa.